venerdì, 02 gennaio 2009, ore 13:36
Probing Intelligence

Il suo desiderio di non far troppo tardi e le mie lacrime che ricordavano fin troppo bene il passato. Ieri sera, verso mezzanotte, mentre mi diceva: "Amore, tra un po' me ne vado a casa..." il mio cuore si è fermato, come usava fermarsi un tempo all'udir quelle terribili parole pronunciate da un altro uomo.
Ma se un tempo la rassegnazione era il sentimento dominante oggi le lacrime non trovano sosta nel ricordare il profondo dolore che hanno lasciato dentro me. Come una bambina impaurita, restia alla solitudine mi sono gettata sul suo petto abbracciandolo più che potevo.
"Amore, amore ma che stai facendo? Piangi? Ma scherzavo, non dicevo subito, tra un po' vado via...amore..."
Non riuscivo a smettere. Ho paura, una maledetta paura di rimanere sola. Tall ha sconvolto la mia anima, rendendola fragile, desiderosa di conforto, di aiuto, di un uomo che sappia aiutarmi.
"E' che...il sentirti dire quella frase, mi ha sconvolta. Io...io...ripenso al passato e..."
Mi ha stretta a sè chiedendomi di smettere: "Amore, basta con il passato..."
Lui è un'altra persona, molto più attenta ai miei desideri, dovrei esserne contenta, lo sono, ma questa 'nuova presenza' è come se mi mandasse in confusione dopo anni di piena solitudine. Stavo con Tall ma in realtà ero sola. Adesso è come se mi sentissi finalmente vulnerabile di poter piangere, versare quelle lacrime di infelicità troppo a lungo celate da mutismo, rassegnazione, sottomissione.
Sentirgli dire: "Certo che vengo in montagna con te ed i tuoi domani e domani l'altro!" è una conquista personale che mi riempie il cuore di orgoglio. Forse anche per questo piango senza controllo. Quante volte avrei voluto scappare dal caos milanese per concedermi qualche giorno nella casa in montagna della mia famiglia in provincia di Arezzo e puntualmente da Tall ricevevo solo quella frase: "No, non posso. Devo tornare da mia madre".
Anni di week end a Milano quando sarei potuta scappare via lontano con il mio lui, riscoprire le mie amate montagne dell'infanzia, fare trekking con la mia famiglia. Solo d'estate ciò avveniva e sempre da sola, senza un compagno al mio fianco.
La felicità raggiunta con Cisco adesso mi manda in confusione, avere un uomo presente, che mi ama, mi coccola, che vuole sempre stare con me mi fa sentire protetta ed è una sensazione irresistibile che mi porta facilmente alla commozione.
"Amore, domani vado dalla dottoressa per gli antistaminici, (non può dormire a casa mia perchè è allergico ai gatti) come facciamo? Non voglio lasciarti sola per l'intero pomeriggio, quando ci vediamo? Mangiamo fuori insieme e poi sabato partiamo per la montagna.." E giù ancora lacrime di fragilità, di felicità per questo suo volermi accudire. Perchè dopo anni di NO categorici il sentirti amata ti riempie il cuore di gioia e disperazione allo stesso tempo. Gioia di vivere finalmente e disperazione per aver soltanto buttato via del tempo prezioso  in passato. Non sono più abituata a vivere, a godermi la vita, a progettare e mi fa paura. Per troppo tempo ho vissuto in prigione senza rendermene conto. Solo adesso vedo la luce ed è talmente abbagliante da farmi sentire smarrita. Devo imparare a camminare di nuovo ma questa volta non sono sola.

Gemiti di Suspence